Uno sguardo alla salute mentale nei luoghi di lavoro
Negli ultimi anni, la salute mentale sul lavoro è diventata una questione di crescente rilievo anche nell’ambito della sicurezza sul lavoro. Le cosiddette malattie psichiche lavoro-correlate (disturbi dell’adattamento, stress, trauma da lavoro, burnout) richiedono un’attenzione specifica: non solo come fenomeni di benessere aziendale, ma come vere e proprie malattie professionali da riconoscere, prevenire e gestire.
La recente scheda informativa della Sezione Sistemi di sorveglianza e gestione del rischio del Dipartimento DIMEILA dell’INAIL fornisce una fotografia aggiornata della situazione.
I dati chiave INAIL
Ecco alcuni punti salienti dei dati relativi alle malattie psichiche correlate al lavoro in Italia:
Nel periodo 2019-2023, sono state ricevute dall’INAIL 2.047 denunce per malattie psichiche correlate al lavoro. Di queste denunce solo circa il 7,3% sono state riconosciute come malattie professionali lavoro-correlate.
Il sistema di sorveglianza “MalProf” ha registrato 782 segnalazioni specifiche di malattie psichiche lavoro-correlate, con un tasso di correlazione positiva (cioè nesso lavoro-malattia ritenuto positivo) del 54%. I disturbi più frequentemente denunciati: disturbi dell’adattamento (60,4 %), reazioni a grave stress (25,5 %), disturbo post-traumatico da stress (8,7 %), quest’ultimo con il più alto tasso di nesso positivo (72,5 %).
I settori con maggiore incidenza comprendono sanità/assistenza sociale (11,8 %), commercio al dettaglio (9,8 %), pubblica amministrazione (6,3 %). Professioni particolarmente esposte: medici, infermieri, amministrativi, commessi.
Il fenomeno appare in crescita, anche a seguito della pandemia: l’impatto di eventi traumatici, isolamento, stress da lavoro ha contribuito all’aumento delle segnalazioni.
Questi numeri evidenziano due aspetti critici: da un lato la consapevolezza crescente del fenomeno; dall’altro la bassa percentuale di riconoscimento delle malattie psichiche come professionali, segno che il legame tra lavoro e salute mentale rimane ancora difficile da dimostrare o accertare.
Le nuove sfide per la prevenzione
Alla luce dei dati, emergono diverse sfide e aree di intervento per aziende, RSPP/RLS, medici competenti e professionisti della sicurezza:
- Migliorare la valutazione dei rischi psicosociali
Il tradizionale approccio alla valutazione dei rischi deve essere integrato con strumenti che considerino fattori come stress lavoro-correlato, molestie (mobbing, bossing), sovraccarico emotivo o traumatico, lavoro dei turni, isolamento. L’INAIL richiama la necessità di affrontare queste dimensioni come parte della prevenzione. - Rafforzare la sorveglianza sanitaria e la formazione dei medici competenti
La diagnosi e la segnalazione delle malattie psichiche sono spesso ostacolate da difficoltà nell’attribuzione del nesso causale lavoro-malattia e da criteri diagnostici rigidi. Serve che i medici competenti siano preparati a riconoscere le condizioni di rischio, segnalare tempestivamente e collaborare con la sicurezza aziendale. - Promuovere interventi organizzativi e di benessere aziendale
Non basta la formazione individuale: occorrono politiche aziendali che promuovano cultura della prevenzione, benessere psicologico, supporto ai lavoratori, procedure chiare in caso di stress o trauma, ambienti di lavoro che riconoscano la dimensione psicosociale. - Potenziare la documentazione e il riconoscimento delle malattie
Le aziende devono integrare nel DVR e nel POS anche i rischi psicosociali, documentare le misure preventive adottate, monitorare gli indicatori (assenteismo, turnover, segnalazioni). Ciò facilita anche il riconoscimento delle patologie da parte dell’INAIL. - Integrare la sicurezza tradizionale con la salute mentale
La salute e la sicurezza sul lavoro non possono più essere affrontate solo su aspetti fisici o di infortunio: la dimensione mentale deve essere considerata parte integrante della responsabilità aziendale e del sistema integrato di gestione della sicurezza.
Implicazioni per PrometeoSicurezza e gli utenti
Per chi utilizza una piattaforma come PrometeoSicurezza, le implicazioni pratiche sono concrete:
- Inserire e monitorare nel gestionale le valutazioni relative ai rischi psicosociali (stress lavoro-correlato, mobbing, cambiamenti organizzativi).
- Gestire la formazione specifica e aggiornamenti su salute mentale e benessere aziendale.
- Archivio digitale e tracciamento delle segnalazioni, delle iniziative di supporto psicologico.
- Reportistica per audit interni, per dimostrare che l’azienda ha preso in carico anche i rischi legati alla salute mentale.
Conclusione
Le malattie psichiche lavoro-correlate rappresentano un terreno critico, ancora troppo “sommerso”, nella prevenzione della salute e della sicurezza sul lavoro in Italia. I dati dell’INAIL evidenziano una crescita delle segnalazioni ma anche una forte difficoltà nel riconoscimento.
Diventa quindi prioritario che le aziende non considerino la salute mentale come un “optional”, ma la inseriscano nel cuore del sistema di gestione della sicurezza.


